Dic 09

I porcospini di Schopenhauer: qual è la giusta distanza?

porcospiniIn una fredda giornata d’inverno un gruppo di porcospini si rifugia in una grotta

e per proteggersi dal freddo si stringono vicini.

Ben presto però sentono le spine reciproche

e il dolore li costringe ad allontanarsi l’uno dall’altro.

Quando poi il bisogno di riscaldarsi li porta di nuovo ad avvicinarsi

si pungono di nuovo.

Ripetono più volte questi tentativi, sballottati avanti e indietro tra due mali,

finché non trovano quella moderata distanza reciproca

che rappresenta la migliore posizione,

quella giusta distanza che consente loro di scaldarsi

e nello stesso tempo di non farsi del male reciprocamente.

 

Questa favola che il filosofo Arthur Schopenhauer racconta in “Parerga und Paralipomena”, venne ripresa in seguito da Sigmund Freud in “Psicologia delle masse e analisi del’Io” per richiamare la modalità attraverso la quale, generalmente, gli esseri umani, si comportano reciprocamente. Successivamente venne ripresa nell’ambito della Terapia della Gestalt per parlare del “confine di contatto”, che svolge la funzione di proteggere e al tempo stesso permettere l’incontro con l’alterità. Al di là degli specifici contributi della psicologia che da questa favola hanno preso spunto, questa storia è comunque emblematica dello stare in relazione, sia essa di coppia, di lavoro o amicizia.

Attraverso l’esperienza i due porcospini trovano la “Giusta distanza” che non equivale alla separazione, ma alla capacità di “abitare” in questo “life span” (spazio di vita).  Gli uomini sono come dei porcospini: temono il freddo e cercano la compagnia per riscaldarsi, ma non riescono a stringersi perchè altrimenti verrebbero infilzati dagli aculei.

La favola, al tempo stesso, ci spiega che cosa è l’empatia, ovvero la capacità di “sentire l’altro” e quindi la capacità di riconoscersi a vicenda, di comprendere le emozioni altrui. E’ fondamentale, però come suggerisce Schopenhauer, percepire le emozioni dell’altro senza identificarsi con esse.

Dic 06

La nuova frontiera del mercato: il neuromarketing

the concept of education of children.the generation of knowledge

Le spiegazioni “neuro” assumono un fascino particolare per le persone. Tra queste Il Neuromarketing  sta assumendo un interesse sempre più diffuso da parte delle persone, ma che cos’è in realtà?

Il termine Neuromarketing è una branca della neuroeconomia che si occupa di analizzare i processi decisionali degli individui mediante l’utilizzo di metodologie neuroscientifiche. È una disciplina che fonde il marketing tradizionale (economia) con la neurologia (medicina) e la psicologia (scienze comportamentali e cognitive) e si prefigge di individuare cosa accade nel cervello delle persone in risposta ad alcuni stimoli relativi a prodotti, marche, pubblicità, concetti o parole chiave legati a temi specifici con l’obiettivo di ottimizzare le strategie di marketing. Si basa su tecniche di rilevazione dell’attività cerebrale attraverso elettroencefalografia (EEG-Biofeedback) o di risonanza elettromagnetica funzionale (fMRI, Functional Magnetic Resonance Imaging).

A che cosa serve allora?

Il nostro comportamento è spesso guidato da processi automatici di cui non siamo consapevoli. Partendo da questo presupposto le nuove frontiere del marketing hanno cercato di svilupparsi in nuove direzioni facendo affidamento su nuovi strumenti mutuati dall’ambito delle neuroscienze, nel tentativo di comprendere come i consumatori reagiscono ai numerosi stimoli di marketing che gli vengono proposti.

Quali sono gli strumenti che vengono utilizzati?

  • L’ Eyetracking: è uno strumento che traccia il movimento degli occhi individuando quali punti di un’immagine osservata sono di maggiore interesse del soggetto osservato.
  • L’EEG: l’elettroencefalogramma consente di misurare l’attività elettrica del cervello e in base alle frequenze misurate, derivanti dall’attività elettrica misurata è possibile comprendere il livello di interesse dell’individuo verso ciò che osserva.
  • Le misurazioni biometriche (conduttanza cutanea, battito cardiaco, respirazione, pressione sanguigna etc.) vengono utilizzati insieme agli strumenti precedenti  per integrarne le informazioni e comprendere meglio come l’individuo reagisce agli stimoli.
  • La PET: la tomografia a emissione di positroni: con questa tecnica si ottengono mappe dei processi funzionali all’interno del corpo.
  • La fMRI: la risonanza magnetica funzionale permette di osservare quali aree del cervello si attivano in relazione ad uno stimolo.

Quali sono infine gli ambiti di utilizzo del neuromarketing?

  • Pubblicità: molti brand famosi, come Google e la Coca-Cola hanno utilizzato queste tecniche
  • Multimedia Engagement: è possibile valutare un trailer cinematografico o anche un intero lungometraggio. Lo scopo è quello di capire il livello di coinvolgimento dell’audience e individuare i punti di un film dove, ad esempio, vi sono livelli elevati di suspense o sorpresa negli spettatori, di contro ai momenti nei quali l’attenzione dell’utente cala. Lo stesso vale anche per i programmi televisivi.
  • Ergonomia: nell’utilizzo di un nuovo dispositivo si può analizzare il carico di lavoro cognitivo richiesto, lo stress che ne deriva o al contrario il grado di soddisfazione che ne deriva I
  • Videogiochi: queste tecniche vengono utilizzate per valutare il livello di interesse e d coinvolgimento dei giocatori per arrivare a ottimizzare i giochi, anche nei più piccoli dettagli per attrarre l’interesse della persona
  • Packaging: il nueromarketing si muove anche tra gli scaffali dei supermercati. L’aspetto di un prodotto viene studiato in modo tale che colga l’attenzione del cliente che può così riconoscere rapidamente un prodotto
  • Product placement: sempre in questa direzione gli studi di neuromarketing è possibile individuare quale può essere il punto migliore per posizionare ad esempio un prodotto sullo scaffale di un supermercato oppure quale è la collocazione miglire della pubblicità relativa ad un prodotto o ad un brand all’interno di una scena durante uno show televisivo.
  • Politica: queste tecniche vengono frequentemente utilizzate ad esempio per misurando le reazioni degli elettori ai candidati durante i comizi.

Dic 03

Giornata Internazionale dei Diritti delle Persone con Disabilità

3 DICEMBREOggi 3 dicembre, si celebra la Giornata Internazionale dei Diritti delle Persone con Disabilità, istituita nel 1981, divenuta in seguito, nel 1993, la Giornata Europea delle persone con disabilità. Quest’anno in particolare la riflessione è rivolta alla questione dell’inclusione in linea con i principi espressi dalla Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità o in lingua inglese Convention on the Rights of Persons with Disabilities ( in sigla CRPD) del 2006 recita:

“1. Scopo della presente Convenzione è promuovere, proteggere e garantire il pieno ed uguale godimento di tutti i diritti umani e di tutte le libertà fondamentali da parte delle persone con disabilità, e promuovere il rispetto per la loro intrinseca dignità. 2. Per persone con disabilità si intendono coloro che presentano durature menomazioni fisiche, mentali, intellettive o sensoriali che in interazione con barriere di diversa natura possono ostacolare la loro piena ed effettiva partecipazione nella società su base di uguaglianza con gli altri.

In questa direzione è stato recentemente presentato il nuovo logo dell’Onu nel tentativo di superare la vecchia stigmatizzazione del disabile in sedie a rotelle nella direzione dell’inclusione e dell’accessibilità che vada oltre la menomazione fisica o funzionale che il soggetto con disabilità presenta.

Il nuovo simbolo di accessibilità è stato progettato dal Graphic Design Unit of the UN Department of Public Information in New York, su richiesta del Dipartimento per Assemblea Generale e Management Conference (MPD, DGACM) delle Nazioni Unite e sarà denominato “logo di Accessibilità”

LOGO ONU

Il logo nasce con lo scopo di rappresentare l’armonia tra gli esseri umani nella società – scrive il sito dell’Onu -. Questa figura umana universale a braccia aperte simboleggia inclusione per le persone di tutte le abilità, in tutto il mondo”. Questa sorta di uomo vitruviano abbraccia tutto il mondo che lo circonda e tutti gli strumenti che in questa circolarità permettono un processo di superamento della discriminazione nei confronti dei disabili verso un percorso di inclusione, ad oggi purtroppo ancora molto lontano, a partire dalle barriere architettoniche, passando dalla mancanza spesso di strumenti di sostegno adeguatamente strutturati sulla base delle specifiche esigenze di ciascuno, continuando a parlare in termini di bisogno invece di parlare di DIRITTI.

 

 

Nov 29

Convegno su Diritto e Omofobia: la rete di collaborazioni e gli interventi dei relatori

Si è svolto il 27 novembre alle 14:30 presso il rettorato dell’Università di Siena il convegno riguardante la tematica:Diritto e Omofobia.

Alla realizzazione del convegno hanno contribuito:

  • il Movimento Pansessuale: un’associazione di promozione sociale nata a Siena dall’iniziativa spontanea di un gruppo di ragazze e ragazzi.Il loro intento è quello di creare un movimento che accolga tutti, indipendentemente dal proprio orientamento sessuale e dalla propria identità di genere.
    Per realizzare tutto questo nell’aprile del 2009 si sono costituiti come associazione, volutamente apartitica.

 

  • la Rete Lenford: l’Avvocatura per i diritti LGBTI è un’associazione di avvocate, avvocati e praticanti costituita nel 2007 allo scopo di sviluppare e diffondere la cultura e il rispetto dei diritti delle persone LGBTI (lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuali).RetelenfordL’associazione agisce per promuovere lo studio e la conoscenza delle questioni LGBTI tra tutti gli operatori del diritto, sollecitando il rispetto e la promozione delle differenze. Si occupa della tutela giudiziaria delle persone omosessuali, transessuali e intersessuali, in particolare nel contrasto alle discriminazioni.L’Avvocatura Rete Lenford si è così nominata in ricordo del truce omicidio di un attivista jamaicano, Harvey Lenford, impegnato a favore dei diritti delle persone sieropositive.Regione Toscana
  • la Regione Toscana: la regione ha finanziato nel 2014 una ricerca che riguardasse un approfondimento sulla tematica dell’Omofobia in Toscana all’interno delle istituzioni dei capoluoghi di provincia della regione. Da questa ricerca sono nati alcuni interventi di sensibilizzazione sul territorio toscano (a partire dall’isola d’Elba, si veda l’archivio degli articoli su questo sito per approfondimenti) tra i quali il presente convegno.Università degli Studi di Siena
  • Università di Siena: nella figura del magnifico rettore dell’Università che ha portato i saluti dei membri dell’Università è stato possibile svolgere il convegno all’interno dell’aula magna del rettorato dell’Università di Siena.

Gli interventi hanno analizzato alcuni aspetti psicologici e giuridici riguardanti l’omofobia e quali conseguenze questa determina sugli omosessuali e i transessuali.

La sottoscritta ha analizzato come nasce e si sviluppa all’interno di un contesto sociale l’omofobia e come questa determini atti di violenza e bullismo nei confronti dei soggetti omosessuali e transessuali. A partire da una definizione di omosessualità e omofobia sono stati analizzati gli stereotipi e i pregiudizi che alimentano comportamenti omofobici e discriminazioni nei confronti dei soggetti con orientamento sessuale o identità di genere contrastati dalla nostra società.

L’avvocato Mammini ha illustrato i risultati della ricerca svolta dalla regione Toscana approfondendo sul piano giuridico la tematica dei crimini d’odio e come si configurano questi in relazione alle persone LGBTI, affrontando la questione sul piano del diritto penale.

L’avvocata Caput ha invece parlato della tematica della discriminazione nel luogo di lavoro delle persone LGBTI alla luce della giurisprudenza recente.

Infine l’avvocato Genova ha toccato l’area del diritto di Famiglia e dei recenti casi che hanno coinvolto le famiglie same-sex.

Nov 27

Diritto ed Omofobia: società, lavoro, famiglia”

Il Convegno “Diritto e omofobia: società, lavoro, famiglia” si svolgerà venerdì 27 novembre dalle ore 14.00 alle ore 18.00 a Siena presso l’Aula Magna del Rettorato Università di Siena – Via Banchi di Sotto, 55.

Interverranno:
Avv. Matteo Mammini, Foro di La Spezia
Dott.ssa Alessandra Delle Fave, psicologa e psicoterapeuta
Avv. Caterina Caput, Foro di Roma
Avv. Giovanni Genova, Foro di Bologna

Introduce e modera:
Marialuisa Favitta, Presidente Movimento Pansessuale-Arcigay Siena

“Diritto e omofobia: società, lavoro, famiglia” è un’ iniziativa organizzata dal Movimento Pansessuale-Arcigay Siena e Rete Lenford Avvocatura per i diritti LGBTI; con il patrocinio di Regione Toscana, Università di Siena e USiena Welcome.

Il Convegno è aperto a tutt*, iscrizione gratuita e obbligatoria: convegno.siena@tiscali.it.convegno siena

 

Nov 25

Che cos’è la Sindrome del Molestatore Assillante?

Soltanto recentemente in Italia in ambito giuridico, in particolare nello studio della criminologia, è sorto l’interesse verso i comportamenti molesti, intrusivi e reiterati a danno di qualcuno. L’insieme di tali condotte è denominato con il termine inglese “stalking”, altrimenti detto in italiano “Sindrome del Molestatore Assillante” (Galeazzi & Curci, 2001), anche se tale traduzione non risulta esaustiva della complessità del fenomeno.

Galeazzi e Curci indicarono sindrome molestatore assillantecon tale definizione “un insieme di comportamenti ripetuti e intrusivi di sorveglianza e controllo, di ricerca, di contatto e di comunicazione nei confronti di una vittima che risulta infastidita e/o allarmata da tali attenzioni e comportamenti”.

Gli autori, concordemente agli altri studiosi del fenomeno, sostengono che per poter parlare di stalking sia necessaria la presenza di:

  • un attore – molestatore che individua una preda, con l’intento di instaurarci una relazione patologica per creare un intenso sentimento ideo-affettivo;
    una serie di comportamenti ripetuti ed intrusivi, finalizzati alla ricerca di contatto e/o alla sorveglianza della vittima, ma soprattutto volti ad invadere l’intimità della “preda”;
  • la vittima stalkizzata (stalk victim), la quale, a seguito della “coazione” comportamentale del molestatore, vive un profondo senso di paura e minaccia per la propria incolumità psico-fisica che diventano l’elemento chiave del suo vissuto soggettivo (Curci, Galeazzi & Secchi, 2003).

 

A livello scientifico sono stati usati numerosi termini per definire tale sindrome da “obsessional harassment” a “criminal harassment”, da “obsessional following” a “obsessional relational intrusion” (Meloy & Gothard, 1995) da “harcelement du troisieme type” a “belagig” (Galeazzi & De Fazio, 2002).

I primi casi che portarono alla luce questo grave fenomeno sociale si sono verificati negli anni ’80 in America quando, alcuni personaggi dello Star System, iniziarono ad essere perseguitati da alcuni “ammiratori” tanto che si parlò di star-stalker (ricordiamo l’uccisione nel 1989 dell’attrice Rebecca Schaeffer da parte di un suo fan che la perseguitava).

Il termine stalking coniato per la prima volta nel 1997 da Pathè e Mullen, deriva dal verbo inglese “to stalk”, che significa “fare la posta, cacciare in appostamento”; si tratta di un vocabolo mutuato dal linguaggio venatorio, poiché si riferisce ad un inseguimento furtivo di chi sta dando la caccia ad una preda (Paciello, 2009).

Sulla base di uno studio effettuato nel 2002 da Purcell, Pathè e Mullen tra i comportamenti ripetuti e intrusivi di stalking, i più frequenti risultano essere:

  • telefonate sgradite (89%),
  • coinvolgimento di terzi (82%),sindrome molestatore assillante1
  • pettegolezzi e bugie (82%),
  • appostamenti e pedinamenti (79%),
  • visite sgradite (74%),
  • minacce di violenza (74%),
  • raccolta di informazioni con l’inganno (65%),
  • danneggiamenti della proprietà (64%),
  • violenza (55%),
  • accuse false (45%).

 

Ege (2005) ha individuato sette parametri comuni per identificare una situazione di persecuzione:

  1. ambiente: può essere domestico, familiare, lavorativo o estendersi nei luoghi in cui la vittima è solita trascorre il suo tempo libero,
  2. frequenza: le molestie devono avere almeno frequenza settimanale,
  3. durata: le persecuzioni devono avvenire da almeno 6 mesi,
  4. tipo di azioni: tutte quei comportamenti ripetitivi e intrusivi precedentemente descritti,
  5. dislivello tra gli antagonisti: lo stalker può colpire in qualsiasi momento e nel modo che preferisce, mentre la vittima non è in grado di difendersi,
  6. andamento secondo fasi successive: la dinamica parte da un conflitto iniziale determinato da un rifiuto o da un abbandono da parte della vittima che si trasformano in azioni persecutorie con conseguenze psicofisiche per essa, fino ad arrivare ad uno scontro finale,
  7. intento persecutorio: ci deve essere da parte del persecutore un chiaro scopo distruttivo, ostile e negativo nei confronti della preda.

 

Nov 24

25 novembre: Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

 

DISCRIMINAZIONE DONNE

Il 25 novembre l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha istituito la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Questa data è stata scelta in ricordo di tre sorelle che sono state uccise nel 1960 sotto il regime domenicano di Rafael Leonidas Trujillo.

Una delle forme di violenze più diffuse che prevalentemente coinvolge le donne è lo STALKING. Ho deciso di approfondire la tematica su più articoli che pubblicherò a partire da domani  focalizzandomi sui vari aspetti che caratterizzano la SINDROME DEL MOLESTATORE ASSILLANTE.

Nov 15

La dermatillomania

dermatillomania

http://www.studiopsicofirenze.it/mp-wp/2015/02/14/la-dermatillomania/

Nov 15

Intervista post convegno su “Discriminazione e omofobia”

convegno de laugier

http://www.studiopsicofirenze.it/mp-wp/2014/10/04/intervista-post-convegno-su-discriminazione-e-omofobia/

Nov 15

Omofobia: la mappa dell’odio in Europa.

la mappa dell'odio

http://www.studiopsicofirenze.it/mp-wp/2015/03/28/omofobia-la-mappa-dellodio-in-europa/